“NON BASTA dire che il fumo fa male, bisogna mostrarne i danni fisici, con tutto il corollario di polmoni anneriti dal catrame, malati sofferenti, visi devastati dalle rughe. Una foto vale più di mille parole, in pratica.” Questo è ciò che affermano gli esperti dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), che quest’anno hanno scelto di dedicare al tema delle “avvertenze sanitarie” la Giornata mondiale senza tabacco, che si celebra il 31 maggio.
L’Oms segnala che le scritte dai toni drammatici, a cui gli italiani sono ormai abituati, “si sono rivelate altamente efficaci”, ma raccomanda ai governi dei vari Paesi di fare di più, mettendo illustrazioni shock sui pacchetti. Al momento la legge italiana (compresi i decreti in fase di approvazione) non prevede l’utilizzo di immagini, anche se gli esperti sostengono che ce ne sarebbe bisogno. Soprattutto perché, per la prima volta dopo sei anni, i dati segnalano un aumento del numero di fumatori: sono 13 milioni gli italiani che non riescono a fare a meno della sigaretta. Erano 11,2 nel 2008. E sono in costante aumento donne e, soprattutto, giovani, dei quali il 25% è ormai dipendente dal tabacco.
Le immagini servono a rendere consapevoli dei rischi, ma anche a scalfire il fascino del packaging e la sigaretta come status symbol. “Bisogna sporcare il logo, rendere i pacchetti meno attraenti”, dice il professor Giacomo Mangiaracina, direttore dell’area tabagismo della Lega italiana per la lotta contro i tumori e della rivista Tabaccologia. I dati raccolti nei Paesi dove le illustrazioni sono già diffuse - circa dodici, dal Canada al Brasile - dicono che funziona. “Anche noi dal 2006 usiamo come logo una bocca con i denti rovinati” (vedi foto), dice Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità(Iss). “Un’indagine ha rilevato che abbiamo colpito nel segno: molti fumatori l’hanno contestata, non hanno gradito l’idea di esserne associati. È un elemento in più, il messaggio sui rischi per la salute è legato all’ambito del privato, mentre quello sui danni estetici crea disagio sociale”.
Tra le misure per bloccare la diffusione del vizio tra minorenni figurano, oltre all’idea di portare la soglia di età minima per l’aquisto di sigarette da 16 a 18, il divieto di fumare non solo a scuola ma in tutto il perimetro scolastico e l’introduzione di “carte a banda magnetica” come unico modo per acquistare sigarette ai distributori automatici.
tratto dal giornale La Repubblica
